Dopodomani tornerò a Milano*.
Tra le altre cose andrò alla Fondazione Forma per la Fotografia per la mostra di Robert Mapplethorpe.
Sarà per me occasione di studio di un maestro del ritratto, che ha saputo interpretare in maniera magistrale il suo tempo, trovandosi nel posto giusto nell’epoca giusta, rimanendo poi lui stesso vittima del suo tempo.
Tempo che ha vissuto frequentando le icone dell’epoca. Non a caso tra gli altri ha fotografato Patti Smith, sua musa ispiratrice di sempre, Andy Warhol, Lou Reed e Lina Lyon.
Ancora una volta non ci sono parole migliori per ricordarlo di quelle che gli dedica la sua amica di sempre, Patti Smith: “Ci salutammo e lasciai la stanza. Qualcosa mi spinse a tornare indietro. Era scivolato in un sonno leggero. Restai a guardarlo. Così sereno, come un bambino vecchissimo. Aprì gli occhi e mi sorrise. “Sei già tornata?” Poi si riaddormentò. L’ultima immagine di lui fu come la prima. Un giovane che dormiva ammantato di luce, che riapriva gli occhi col sorriso di chi aveva riconosciuto colei che mai gli era stata sconosciuta”. Tratto da Just Kids. Come accade ai grandi maestri della storia dell’arte la sua importanza continua a crescere negli anni successivi alla sua morte. La Fondazione Robert Mapplethorpe si occupa di gestire il suo patrimonio e di promuovere la fotografia e la lotta contro l’AIDS -
Fonte: wikipedia

