Dopodomani tornerò a Milano*.
Tra le altre cose andrò alla Fondazione Forma per la Fotografia per la mostra di Robert Mapplethorpe.
Sarà per me occasione di studio di un maestro del ritratto, che ha saputo interpretare in maniera magistrale il suo tempo, trovandosi nel posto giusto nell’epoca giusta, rimanendo poi lui stesso vittima del suo tempo.
Tempo che ha vissuto frequentando le icone dell’epoca. Non a caso tra gli altri ha fotografato Patti Smith, sua musa ispiratrice di sempre, Andy Warhol, Lou Reed e Lina Lyon.
Ancora una volta non ci sono parole migliori per ricordarlo di quelle che gli dedica la sua amica di sempre, Patti Smith: “Ci salutammo e lasciai la stanza. Qualcosa mi spinse a tornare indietro. Era scivolato in un sonno leggero. Restai a guardarlo. Così sereno, come un bambino vecchissimo. Aprì gli occhi e mi sorrise. “Sei già tornata?” Poi si riaddormentò. L’ultima immagine di lui fu come la prima. Un giovane che dormiva ammantato di luce, che riapriva gli occhi col sorriso di chi aveva riconosciuto colei che mai gli era stata sconosciuta”. Tratto da Just Kids. Come accade ai grandi maestri della storia dell’arte la sua importanza continua a crescere negli anni successivi alla sua morte. La Fondazione Robert Mapplethorpe si occupa di gestire il suo patrimonio e di promuovere la fotografia e la lotta contro l’AIDS -
Fonte: wikipedia
Dave Hill
Di tutte le foto viste sul sito di Dave Hill, dove ho visto l’omonimo effetto di cui tutti parlano, quelle delle due serie bw fatte con pellicola 35 mm sono le più belle.

E non perché io sia un nostalgico dell’analogico e le foto sono state scattate su pellicola, ma perché non hanno fronzoli o effetti che snaturano completamente l’essenza “fotografia”.
A mio modesto parere, certi effetti, che spesso sono un po’ troppo carichi, forse vanno bene per le pubblicità, per le copertine dei dischi, e per i photonerd™ appassionati di post-produzione, ma non per la fotografia nell’accezione più stretta del termine.
Sarò un nostalgico… :)

Scianna, fotografo fotografo.

Il dibattito “la fotografia è o non è da considerarsi arte?”, per esempio, che accompagna la fotografia fin quasi dalla sua nascita facendola fluttuare su inconcludenti fiumi di inchiostro e parole, è risolto da Scianna, sintetizzando al massimo, con un’affermazione tra il risentito e il provocatorio; a chi si azzardi incautamente a definirlo ‘artista’, Scianna ribatte infatti: “Artista sarà lei! Io sono fotografo. Fotografo. Fotografo”. Un fotografo elevato al cubo, quindi, impegnato a difendere con veemenza la propria specificità espressiva (che è poi lo specifico fotografico tout court) da una ‘contaminazione’ che, secondo la sua opinione, ha finito per snaturare l’identità stessa dell’atto fotografico.
via nadir.it
Segnalazioni
Ormai è cosa vecchia, ma magari chi si sta avvicinando ora alla fotografia non conosce questo servizio di google per consultare l’archivio di Life.
E poi è anche un utile segnalibro per me. :)
La pagina per consultare l’archivio è la seguente: http://images.google.com/hosted/life
Se non sai cosa è Life clicca qui.